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Capitanata

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Capitanata

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Questa voce è parte della serie
Storia della Puglia
 
 

La Capitanata è una regione geografico-culturale della Puglia, coincidente all'incirca coll'antica Daunia e l'odierna provincia di Foggia. Comprende la parte settentrionale della regione pugliese, col Tavoliere delle Puglie, il Gargano e il Subappennino Dauno.

Antica circoscrizione del Regno di Napoli, fu costituita in giustizierato da Federico II di Svevia e divenne in seguito provincia del Regno delle due Sicilie. Detta anche Puglia piana, insieme alla Terra di Bari e alla Terra d'Otranto componeva il territorio dell'attuale regione Puglia.

Antica carta della Capitanata

Il toponimo, in origine Catapanata, deriva da catapano, il funzionario che amministrava questo territorio durante il governo bizantino. Poi divenne la denominazione amministrativa della circoscrizione regnicola, con capoluogo San Severo dal XIV secolo fino al 1579, poi Lucera fino al 1806 e infine Foggia. Confinava a nord col Contado di Molise, a ovest col Principato Ultra e a sud con la Terra di Bari, e comprendeva circa metà dell'attuale Molise (la valle del Fortore e il litorale, compresa la città di Termoli).

Il suo stemma rappresentava san Michele, patrono della provincia, venerato nella basilica di Monte Sant'Angelo sul Gargano.

Nel 1806 la Capitanata fu suddivisa in tre distretti o circondari (le cosiddette sottintendenze, che nel 1859 divennero sottoprefetture): di San Severo a nord, di Foggia al centro e di Bovino a sud. I circondari sono stati soppressi nel 1927.

Il toponimo è tuttora ampiamente impiegato come sinonimo di Provincia di Foggia, di cui è di fatto denominazione istituzionale alternativa[1].

Stemma

Geografia [modifica]

Estesa per oltre 7000 km², i suoi comuni maggiori sono, da nord, San Severo, Lucera, Foggia, Manfredonia e Cerignola.

 

  1. ^ Lo statuto della provincia di Foggia, all'articolo 2, punto 2, recita: «Negli atti ufficiosi, anche a rilevanza pubblica ed esterna, [essa] può assumere la denominazione di Provincia di Capitanata nel rispetto della propria identità storica territoriale» (Statuto dell'Ente Provincia di Foggia).
Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Gennaio 2010 08:23
 

Daunia

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Daunia

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La Daunia  è una subregione geografico-culturale della Puglia, nota anche col nome di Capitanata. Coincide con la parte settentrionale della regione pugliese, comprendendo il Tavoliere delle Puglie, il Gargano e il Subappennino Dauno. Anticamente, insieme alla Peucezia e alla Messapia, costituiva la Japigia o Apulia.

Le fonti antiche (Erodoto, Tucidide, Polibio, Varrone, Festo, Plinio il Vecchio e Nicandro) parlano della suddivisione della Puglia in Daunia, Peucezia e Messapia come effetto dell'insediamento degli Iapigi, mescolanza di Cretesi e Illiri, che avrebbero scacciato gli Ausoni (che, insieme con Sabini, Lucani, Peligni, Bruzi, Campani, Equi e Sanniti, abitavano il Meridione).

Tipico vaso di ceramica di manifattura dauna (550-400 a.C.).

A causa della sua posizione eccentrica rispetto alle colonie greche e a differenziata dalle altre due regioni degli iapigi, la Daunia subì gli influssi della civiltà greca e magnogreca solo a partire dalla fine del V e dall'inizio del IV secolo a.C.(nota 1). L'ellenizzazione della Daunia fu accentuata da Alessandro il Molosso durante la sua permanenza in Italia (nota 2). Dopo la sconfitta di Alessandro il Molosso la Daunia subì una profonda oscizzazione ad opera dei Sanniti che scendevano dall'Appennino, tanto che una parte della regione perse buona parte della precedente cultura iapigia (nota 3). Infine influssi dalla Campania sono visibili dopo la penetrazione romana nella regione a partire dal 327 (nota 4). Nonostante tutto, o forse proprio a causa di questi molteplici contatti, la Daunia riuscì a sviluppare una ricca cultura peculiare.

Tra i reperti più significativi di questa civiltà spiccano senz'altro le famose stele daunie, lastre funebri scolpite dell'VIII- VI secolo a.C., trovate nella piana sud di Siponto, presso Manfredonia, e oggi conservate nel Museo nazionale di quella città. Rappresentano i defunti, fortemente stilizzati ed erano infisse verticalmente nel terreno, in corrispondenza delle sepolture di coloro che raffiguravano.

I principali centri dauni erano Tiati (presso San Paolo di Civitate), Uria presso il Lago di Varano, Casone (presso San Severo), Lucera, Merinum (Vieste), Monte Saraceno (presso Mattinata), Siponto, Coppa Nevigata, Cupola, Salapia (parzialmente in agro di Cerignola e Manfredonia), Arpi o Argyrippa (presso Foggia), Aecae (presso Troia), Vibinum (Bovino), Castelluccio dei Sauri, Herdonia (Ordona), Ausculum (Ascoli Satriano), Ripalta (presso Cerignola), Canosa, Melfi, Lavello e Venosa.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Gennaio 2010 08:23